L' ATTIVISMO SOCIALE è un Movimento popolare , civile , libero , indipendente , laico , di natura sociale , volto a migliorare le condizioni della vita sociale dei cittadini. E' un " portale facebook " di gruppo , aperto a tutti quei cittadini che vogliono rendersi utili rilevando inefficienze , inadeguatezze , carenze ,negli apparati e servizi pubblici,nelle strutture pubbliche , nonchè proporre eventuali utili suggerimenti o iniziative in un confronto di idee e opinioni..

sabato 19 dicembre 2015

L' EVOLUZIONE DEI TEMPI





                     
  L’ EVOLUZIONE  DEI  TEMPI

Per  tutti  noi  è  giunto il tempo ,  prima che  sia  troppo tardi , di evitare  di  commettere ulteriori  errori , oltre quelli che  purtroppo  sono stati  già  commessi , e   di capire finalmente che il fine e il significato della cosiddetta evoluzione delle conoscenze umane in campo scientifico non deve essere intrepretato solo come progresso scientifico e tecnologico per il miglioramento della vita sociale , ma soprattutto esso deve essere visto come processo " escatologico " , facente parte di un Progetto Universale , in cui l’uomo è stato destinato ad essere il protagonista nella ricerca della       " Verità " .
 Un Progetto che vede l'uomo , attraverso tutte le sue varie esperienze di vita , in una sua progressiva e più approfondita conoscenza della natura della propria esistenza e del mondo che lo circonda , ma che soprattutto lo vorrebbe  via via in condizione di avere una sempre maggiore consapevolezza del suo ruolo , non solo naturale , ma anche spirituale nel mondo e del  valore  del “ diritto  alla  Vita “, individuale e collettiva , nei  suoi  contenuti  valoriali  esistenziali , di libera e pacifica convivenza umana, sociale e naturale . 
Un  Progetto che , però e purtroppo , le società di oggi ,  specialmente quella di tipo occidentale , non intendono di voler riconoscere , già nella sua stessa esistenza e veridicità ,  dimostrando  nei  fatti una sempre  maggiore indifferenza e  sottovalutazione di tutti quei rischi che possono derivare da particolari progetti che la mente umana vuole attuare  per conseguire scopi di egoistico interesse individuale , attraverso l’uso del denaro quale strumento di potere politico e sociale , di manipolazione delle coscienze , di limitazioni delle libertà e di sottomissione delle masse popolari ; attraverso l'uso spropositato o proprio l’abuso di pratiche e di mezzi strumentali , capaci di snaturare  i  processi biologici e fisiologici, di  danneggiare in  modo irreparabile gli equilibri dell'ecosistema , dai quali dipende il mantenimento e la continuità della medesima esistenza umana, della vita animale e vegetale sulla terra.

Però , fortunatamente , nel mondo sta accadendo qualcosa di straordinario ; forse  già vi sono segni di cambiamento , che molte  persone ancora non avvertono , ma che altri  manifestano attraverso  comportamenti  diversi , di  resistenza e di  reazione , di  intolleranza  verso  il “ Sistema “  e  che  precludono , si spera , ad una vera “ Rivoluzione delle coscienze “ , ad una riscoperta  dell’uomo , nella sua identità individuale , sotto il profilo intellettuale , spirituale  e morale , quale vero e  unico  protagonista  del  proprio destino.    


Nel mondo sta accadendo qualcosa di straordinario, ma molte persone non se ne sono accorte
Pubblicato: 18/12/2015 15:38 CET Aggiornato: 18/12/2015 15:38 CET
GUSTAVO TANAKA


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Molti di noi non si rendono conto che sono in atto cambiamenti straordinari.
Qualche mese fa mi sono liberato dalla società "a procedura standard". Ho spezzato le catene di paura che mi tenevano imprigionato in un sistema. Da allora, vedo il mondo da un'altra prospettiva, mi sono reso conto che tutto sta cambiando e che molti di noi (la maggior parte) ne sono inconsapevoli.
Perché il mondo sta cambiando? In questo post indicherò le otto ragioni che mi inducono a crederlo.
1. C'è sempre meno tolleranza verso l'attuale modello d'impiego.
Stiamo raggiungendo il limite. Le persone che lavorano con le grandi compagnie non sopportano più il loro lavoro. La mancanza di motivazione si fa sentire come se venisse da dentro di noi, simile ad un grido di disperazione.
Le persone vogliono uscirne. Vogliono mollare tutto. Pensate a quante persone sono disposte a rischiare con un'idea imprenditoriale, a chi si concede un anno sabbatico, a quante persone sono affette da depressione o esaurimento legati al lavoro.
2. Il modello imprenditoriale sta cambiando.
Negli ultimi anni, con l'avvento delle startup, migliaia di imprenditori hanno trasformato i loro garage in uffici per dare alla luce le proprie idee da miliardi di dollari. Al centro della nuova imprenditorialità c'era la necessità di trovare un investitore. Ottenere un finanziamento era come vincere la coppa del Mondo.
Ma cosa succede dopo aver ottenuto i fondi?
Torni ad essere un dipendente. Potresti aver coinvolto persone che non condividono il tuo sogno, che non sono d'accordo con il tuo obiettivo e ben presto... tutto gira intorno ai soldi. L'interesse economico diventa la spinta principale del tuo business.
Questo mette in difficoltà diverse persone. Startup eccellenti iniziano a fallire perché il modello incentrato sulla ricerca di denaro è incessante.
C'è bisogno di un nuovo modello d'impresa. Qualcuno lo sta già realizzando.
3. Aumenta la collaborazione.
Molte persone hanno compreso che non ha senso fare tutto da soli. In tanti hanno abbandonato la mentalità "chi fa da sé, fa per tre".
Fermati, fai un passo indietro e pensa. Non è assurdo che noi, 7 miliardi di persone sul pianeta, ci siamo allontanati sempre di più gli uni dagli altri? Che senso ha voltare le spalle alle migliaia, forse milioni di persone che vivono intorno a te, nella tua città? Ogni volta che ci penso mi sento triste.
Per fortuna le cose stanno cambiando. Le teorie dell'economia collaborativa sono sempre più seguite e questo ci dischiude nuove direzioni. La direzione della collaborazione, della condivisione, del sostegno reciproco, dell'unione.
È bellissimo rendersene conto. Mi commuove.
4. Finalmente capiamo davvero cos'è Internet.
Il web è una cosa straordinaria e solo adesso, dopo anni, ne stiamo comprendendo la forza. Grazie a Internet il mondo è aperto, privo di barriere e di separazioni. Ha reso possibile la solidarietà, la collaborazione, il sostegno reciproco.
Per alcune nazioni internet è stato il principale catalizzatore di vere e proprie rivoluzioni, come nel caso della Primavera Araba. Oggi in Brasile stiamo iniziando a fare un uso migliore di questo fantastico strumento.
Internet sta sferrando duri colpi al controllo delle masse. I grandi gruppi mediatici che controllano le notizie in base al messaggio che vogliono veicolare ed a quello che vogliono farci leggere non sono più gli unici "proprietari" delle informazioni. Seguiamo quello che vogliamo. Esploriamo ciò che ci interessa.
Con l'avvento di Internet, i "piccoli" non restano in silenzio. C'è una voce. L'ignoto viene alla luce. Il mondo è più unito. E il sistema può crollare.
5. Il consumismo sfrenato è diminuito.
Per troppo tempo siamo stati manipolati per consumare il più possibile. Comprare ogni nuovo prodotto sul mercato, l'ultimo modello di automobile, di iPhone, tonnellate di vestiti e scarpe. Praticamente tutto ciò su cui potevamo mettere le mani.
Andando controcorrente molte persone hanno capito di essere sulla strada giusta. Il "lowsumerism" (basso consumismo), una vita più lenta, il ritorno allo "slow food" sono solo alcuni esempi delle iniziative intraprese che ci mostrano l'assurdità del modo in cui organizziamo le nostre vite.
Sono sempre meno le persone che utilizzano l'auto o spendono più del dovuto. Mentre invece aumenta il numero delle persone che ricorrono allo scambio di indumenti (lo swapping), comprano oggetti usati, condividono risorse, macchine, appartamenti, uffici.
Non abbiamo realmente bisogno di tutto quello che ci impongono. La consapevolezza che esiste un nuovo modello di consumo può colpire al cuore delle società che si fondano sul consumismo esagerato.
6. Alimentazione sana e biologica.
Siamo stati così folli da accettare di mangiare qualsiasi cosa! Bastava che avesse un buon sapore, per noi andava bene.
Siamo stati così incoscienti che le aziende hanno iniziato ad avvelenare il nostro cibo e noi non abbiamo detto una parola.
Ma poi qualcuno ha iniziato a svegliarsi, rendendo possibile un' alimentazione sana e fondata sul biologico.
Questo cambiamento è sempre più forte.
Cos'ha a che fare con l'economia e con il lavoro? Praticamente tutto, direi.
La produzione di cibo gioca un ruolo chiave nella nostra società. Se cambiamo il nostro approccio mentale, le nostre abitudini alimentari e i nostri consumi, le multinazionali dovranno rispondere e adattarsi al nuovo mercato.
Il piccolo produttore è di nuovo importante per l'intera catena di produzione. Le persone stanno coltivando piante e semi nelle loro abitazioni.
Questo trend può dare nuova forma all'intero sistema economico.
7. Il risveglio della spiritualità.
Quanti dei vostri amici praticano Yoga? Quanti si dedicano alla meditazione? Ora tornate a 10 anni fa, quanti conoscenti erano dediti a queste attività?
Per troppo tempo abbiamo associato la spiritualità a persone "strane", mistiche.
Per fortuna anche questo sta cambiando. Siamo arrivati al limite della ragione e della razionalità. Ci siamo resi conto che affidandoci solo alla nostra parte cosciente non possiamo capire davvero tutto quello che succede intorno a noi. C'è qualcos'altro e sono certo che volete esplorare questo mistero.
Vogliamo capire come funzionano le cose, la vita. Cosa succede dopo la morte, cos'è questa energia di cui le persone parlano così tanto, cos'è la teoria dei quanti, come i pensieri possono essere materializzati e plasmare la nostra percezione della realtà. Cosa siano le coincidenze e il sincronismo , come funziona la meditazione, com'è possibile curarsi usando solo le mani, come queste terapie alternative (non sempre approvate dalla medicina ufficiale) possono funzionare davvero.
Le aziende permettono ai dipendenti di meditare. Nelle scuole si insegnano ai ragazzi tecniche di meditazione. Pensateci.
8.  L'ascesa del cosiddetto "un-schooling"come modello d'istruzione alternativo.
Chi ha creato questo modello d'insegnamento? Chi ha stabilito le lezioni che dobbiamo seguire? Chi ha deciso le lezioni del programma di storia? Perché non ci insegnano la verità sulle altre civiltà antiche?
Perché i bambini dovrebbero seguire un determinato insieme di regole? Perché dovrebbero osservare ogni cosa in silenzio? Perché devono indossare un'uniforme?E perché dobbiamo sostenere dei test per dimostrare quello che abbiamo imparato?
Il modello che abbiamo sviluppato non fa altro che formare dei seguaci del sistema. Che trasforma le persone in esseri umani ordinari e mediocri.
Per fortuna molte persone stanno lavorando per rivedere questo modello attraverso i concetti di unschooling (letteralmente imparare senza andare a scuola), "hackschooling" e homeschooling (nuovi modelli educativi, in cui ognuno può modellare il proprio insegnamento a seconda dei propri interessi e del proprio stile di apprendimento) .
Forse non ci avete mai pensato e potreste restare scioccati. Ma il cambiamento è in atto.
In silenzio le persone si stanno risvegliando, rendendosi conto di quanto sia folle vivere in questa società.
Pensate a tutte queste nuove metodologie e provate a rintracciare ancora un po' di normalità in tutto quello che ci hanno insegnato finora. Non credo la troverete.
Sta succedendo qualcosa di straordinario.
Gustavo Tanaka è un autore e imprenditore brasiliano, che sta cercando di creare un nuovo modello, un nuovo sistema, per l'avvento di una nuova economia.
Questo blog è apparso per la prima volta su Huffington Post America ed è stato tradotto da Milena Sanfilippo

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lunedì 14 dicembre 2015

PROPOSTE DI RIFORMA FISCALE



                               
                    PROPOSTE  DI    RIFORMA  FISCALE

L’art. 53  della Carta Costituzionale ,  recita : “  Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche  in ragione della loro capacità contributiva . Il sistema tributario è informato a criteri di progressività “

La “ progressività “  è la caratteristica di un’imposta  la cui aliquota aumenta all’aumentare dell’imponibile .  L’imposta  da pagare  aumenta quindi più che proporzionalmente  rispetto all’aumento dell’imponibile.


L’ IRPEF   è  l’imposizione fiscale sul reddito delle persone fisiche  ed   è una imposta diretta e progressiva, proporzionale all’effettiva entità di tutti i redditi percepiti dal contribuente che, di conseguenza versa, per il periodo d’imposta di riferimento, l’imposta in funzione degli scaglioni di reddito nel quale rientra, corrispondendo al Fisco il dovuto in funzione alla relativa aliquota  IRPEF
              

 In  Italia  nel 2015  le aliquote sono rimaste invariate , variando tra il 23% e il 43%, e rimarranno le stesse anche per il 2016, per poi cambiare dal 2018 quando probabilmente ( ? ) arriverà la Riforma del Fisco, secondo quanto annunciato dal governo Renzi ( ? ) .

La  pressione  fiscale  italiana  è  particolarmente  concentrata  sul  lavoro  e  sul  capitale,  cioè  sui  fattori  produttivi.  
Ciò  scoraggia  l’occupazione  e  gli  investimenti,  con  conseguenze  sul  mercato  del  lavoro,  sulla  competitività  e  sulla  crescita  economica .


Il  voler  recuperare , da parte del Governo , denaro  per  le  casse dello Stato , allo scopo di  ristabilire  una  più  equa  redistribuzione  della  ricchezza , operando   “ sic  et  simpliciter “         “ tagli “  sui  redditi  medio-alti ,  non  può  che produrre  inevitabilmente  situazioni  scarsamente remunerative  e  peraltro assai  discutibili , anche sotto il profilo costituzionale , allorquando  tali redditi  siano  validamente supportati  da  pregresse  e  consolidate  norme  legislative .

 Anche  il  voler  favorire  economicamente  determinate  categorie  di  ceti  sociali , attraverso  l’erogazione  di  “ bonus “  una  tantum  o  temporanei , ( es. 80 euro ) ,   rispetto  ad  altre  categorie  e ceti sociali , aventi redditi anche inferiori ,  che però ne rimangono esclusi ,  viene  inevitabilmente a costituire  un  sistema palesemente iniquo e  pertanto  anch’esso assai discutibile .

                              Le  proposte  di  riforma   

Prevedono  , invece ,  in  una  effettiva  e  più  giusta  soluzione idonea a  realizzare  una             “ redistribuzione “ della ricchezza  , e  ciò  si  può avere operando  in  misura  più  equa  nei  confronti  dei  contribuenti  e  soltanto mettendo  mano  ad  una  generale  “ revisione “  delle  aliquote  fiscali , all’interno degli scaglioni di reddito , sempre  nel  rispetto  di  quanto  è  contemplato  all’art. 53  della Carta Costituzionale .

Assicurando  un  “ reddito  minimo  “ sociale  mensile  di  euro  800 ( ottocento )  esentasse ,  a  persona , a  tutti  quei  cittadini  italiani maggiorenni  disoccupati , inoccupati , inabili , che  non  hanno  alcun  reddito  ,  ed  assicurando tale  importo  minimo  a  quelli  che  hanno  un  assegno  o  indennità  mensile  inferiore  ad  euro 800 ( ottocento ) . 

Esonerando  da  imposta  fiscale  i  redditi  il  cui  tetto  annuo  sia  sino  a  10.000  euro   e  elevando proporzionalmente  le  misure  di  aliquote  fiscali  riguardo  ai  seguenti  scaglioni  di reddito :
 A  partire dal  quarto  scaglione  , con  un  aumento  di aliquota dal 41 %  al  43 %   e  riguardo al  quinto scaglione  , con un aumento di  aliquota dal 43 %  al 45 %    e  per i contribuenti  facoltosi , che percepiscono un reddito annuo eccedente  a  100.000 euro , un’aliquota IRPEF  del 48 % .  

Al  fine  di  incentivare  una  robusta  ripresa  delle  attività  produttive  e  del  lavoro sarebbe  necessaria  una  drastica riduzione  delle  imposte  su  tali  attività , con possibile abolizione dell’IRAP  e  invece applicare aliquote d’imposta  proporzionali e crescenti , a partire dal 30 %  in  su , sulle rendite finanziarie  e  su  acquisti di  beni  di  lusso .

Inoltre , di  poter  disporre  di  detrazioni fiscali  dall’imponibile  ,  in  misura  del  80  %   , riguardo ai redditi sino a  28.000 euro  ( secondo scaglione )   e  in misura  del  50 %  per redditi sino  a 55.000 euro ( terzo scaglione ) di  tutte le  spese  sostenute dai contribuenti  per  beni  e  servizi  essenziali  per la salute : (farmaci , visite mediche specialistiche ) ; per l’ abitazione , per l’istruzione , per l’infanzia ,per la assistenza anziani e disabili.
Questa  ulteriore proposta  potrà  indubbiamente  ottenere  un  risultato  grandemente positivo  in  ordine alla  lotta alla evasione fiscale  e quindi  maggiori  entrate  nelle casse dello Stato ,  avendo ,  gli  utenti  dei  servizi , grande  convenienza attraverso  detrazioni  fiscali  maggiori  in proporzione  alle  ricevute  e  fatture richieste e  ottenute . 

Oneri deducibili e detraibili
Gli oneri detraibili consentono di detrarre dall’imposta una percentuale della spesa sostenuta; mentre, gli oneri deducibili permettono di ridurre il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta lorda.
Sino  ad  ora il  Governo ha mantenuto le detrazioni fiscali al 19%, proporzionali ai consueti scaglioni di reddito .

                                             Note  sulla  “ povertà “


Considerando che nella popolazione italiana ( circa 60 milioni  e 700.000 ) vi sono  circa  4 milioni  e centomila  di  persone  in povertà assoluta , (circa  il  6,8  %  ) e  altri 6 milioni  ( circa il 10 % ) in povertà relativa . 

  Del  totale della popolazione italiana (  60  milioni  e  700.000 circa )
Il 20% più ricco (  circa 12  milioni  di persone )  detiene il 61,6% della ricchezza  , e  anche nella fascia più ricca, la distribuzione è nettamente squilibrata a favore del vertice. Infatti , Il 5% più ricco della popolazione detiene  il 32,1% della ricchezza nazionale netta., cioè circa 3 milioni  di  persone  possiedono  circa  il  32 %  della  complessiva  ricchezza nazionale 
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Mentre   il 20%   ( 12 milioni di persone )  è  appena al di sotto del 20,9% della  ricchezza .
 Il restante 60%  ( 36  milioni  di  persone ) si deve accontentare del 17,4% della ricchezza nazionale,  e  dei  quali   il 20%  ( 12 milioni di persone ) più povere ,  ha  appena  lo 0,4 %  della ricchezza.


                                    I  dati  attuali  di   livelli  di  tassazione  sono i seguenti :  
In Italia il livello massimo di tassazione individuale corrisponde ad una percentuale pari al 43 percento che viene applicata solamente a coloro che hanno un reddito superiore a 75 mila euro l'anno. Da notare che questa percentuale massima è rimasta invariata nell'ultimo decennio, ed è inferiore rispetto ad altri paesi europei quali la Germania o il Regno Unito che hanno una percentuale di tassazione massima individuale pari al 45 percento. Infine il reddito mediano corrisponde a quasi 17 mila euro, determinando una situazione in cui la tassazione massima individuale viene applicata solamente ad una minoranza della popolazione complessiva.
Irlanda e Portogallo 48 percento  -( . In Irlanda questa percentuale viene applicata a coloro che hanno un reddito annuo pari ad almeno 32.801 euro mentre in Portogallo lo stesso livello di tassazione è previsto per chi ha entrate per un valore pari a 80 mila euro)
  Austria, Slovenia,  50 percento.( Questa percentuale viene applicata in Austria a coloro che hanno un reddito superiore a 60 mila euro l'anno, mentre in Slovenia una tassazione del 50 percento è prevista per chi guadagna più di 70 mila euro.)
 Belgio 50,3 percento ( Il livello massimo di tassazione in Belgio è pari al 50,3 percento, che viene applicato a coloro che hanno un reddito annuo superiore a quota 37.750 euro )
.     Spagna 52 percento  (  questa percentuale viene applicata solamente a coloro che hanno un reddito pari o superiore a 300 mila euro, dunque una netta minoranza considerando che il reddito mediano in Spagna  è pari a circa 13.500 euro )
                                     
             Gli    attuali  scaglioni  di  reddito  sono  i  seguenti :
I scaglione
Reddito tra 0 e 15.000 euro
Il primo scaglione IRPEF coinvolge i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota IRPEF è del 23%, che corrisponde – nel caso di massimo reddito per questa fascia – ad una tassazione di 3.450 euro.
Facendo un rapido calcolo, nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.
II scaglione
Reddito tra 15.001 e 28.000 euro
Il secondo scaglione IRPEF è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%, con una tassazione – nel caso di reddito più alto – di 6.960 euro. Sono rappresentati da tale categoria le persone con reddito mensile non superiore a 2.335 euro.
È importante evidenziare che a partire dal secondo scaglione in poi (quindi in caso di reddito maggiore rispetto a quello con aliquota base), si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito.
III scaglione
Reddito tra 28.001 e 55.000 euro
Il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. L’aliquota IRPEF 2012 è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda, (ossia si applica il 38% solo per la quota di reddito che supera i 28 mila euro, ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%). In questo caso, la quota IRPEF sarà pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto.
IV scaglione
Reddito tra 55.001 e 75.000 euro
Il quarto scaglione IRPEF coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota IRPEF sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41% e di conseguenza l’onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro.
V scaglione
Reddito sopra i 75.000 euro
Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota IRPEF è pari al 43%. I contribuenti facoltosi, che percepiscono un reddito annuo eccedente i 75 mila euro, ovvero oltre 6.250 euro mensili dovranno corrispondere 25.420 euro più il 43% sul reddito eccedente.

Riforma del Fisco
Dal 2018, secondo quanto annunciato dal premier Matteo Renzi, arriverà la tanto proclamata Riforma del Fisco che vedrà coinvolti anche  gli   scaglioni  IRPEF     
 L’idea sembra essere quella di prevedere quattro aliquote:
  • 0%, in sostanza una nuova area esenzione per coloro che hanno redditi fino ad 8mila euro l’anno;
  • 27,5%, fino a 15mila euro;
  • 31,5%, fino a 28mila euro;
  • 42/43%, oltre i 28mila euro.
Sul fronte delle detrazioni si pensa di fissarle a 1000 euro per il lavoro dipendente (800 per i pensionati), 200 euro per il lavoro autonomo.

  Dati  statistici sulle condizioni economiche  delle  persone  e  delle famiglie in  Italia

Mercoledì 15 luglio 2015   l’ISTAT ha pubblicato un rapporto sulla povertà in Italia relativa al 2014. Dai dati risulta che il 5,7 per cento delle famiglie residenti in Italia si trova in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni 102 mila persone: il 6,8 per cento della popolazione residente.
 Dopo due anni di aumento, l’incidenza della povertà assoluta si è mantenuta sostanzialmente stabile rispetto al 2013.
 Anche la povertà relativa risulta stabile e coinvolge, nel 2014, il 10,3 per cento delle famiglie e il 12,9 per cento delle persone residenti, per un totale di 7 milioni e 815 mila persone. Le persone più povere sono donne, minori, anziani e residenti al sud.
Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. Un’analisi di Bankitalia punta i riflettori sulla disparità di ricchezza in Italia, rivelando che secondo i bilanci delle famiglie relativi al 2012 il 10% dei nuclei familiari più ricchi possiede il 46,6% della ricchezza netta totale (in aumento dal 45,7% di due anni prima). Dall’indagine, che individua la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l’anno (15.300 euro per una famiglia di tre persone), risulta che la “povertà pseudo assoluta” sale intanto dal 14% del 2010 al 16% nel 2012 e che un povero su tre è immigrato.
 In particolare, solo la metà delle famiglie ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro, mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese).
Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro.
Quello che più colpisce è l’aumento delle ineguaglianze che questo deterioramento medio sottende. La concentrazione dei redditi si è, infatti, ulteriormente accentuata rispetto ai già elevati valori del 2010″.


Anno  2015  : Le  Famiglie  più ricche  d’Italia .
Posizione
Nome
Patrimonio (in miliardi di dollari)
Posizione mondiale
Fonte
1
Maria Franca Fissolo Ferrero & famiglia
23,4
32
2
20,4
40
3
12,1
99
4
Massimiliana Landini Aleotti
10,4
121
5
7,6
174
6
Silvio Berlusconi & famiglia
7,4
179
7
6
246
8
5,2
291
9
4,1
405
10
4,1
405